11/03/2007

Una sera come un'altra...




"...Come sa di sale lo pane altrui..." diceva Dante, riferendosi al suo esilio volontario.
E tuttavia il "sale" , forte, amaro, E' un gusto...
Quando lo sdegno e la rabbia, impotenti contro gli egoismi umani, contro le ipocrisie e i falsi pietismi, contro la malvagità di un destino avverso e ineludibile, quando l'orgoglio, vessillo che ha guidato il tuo percorso di vita, ti inducono una scelta di distacchi, di isolamento, e ti accorgi di esserti condannato a una solitudine ben lontana da ogni più pessimistica previsione, e capisci che il suo "sapore" non è amaro, non è aspro, semplicemente, non è..., ti interroghi, e non sai risponderti!!!



00:07 Scritto da: ilianetto in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

21/02/2007

Poesia acrostica




  I ndecente
  L usinga che possiede              
  L' anima;                                   
  U niverso di bianchi fantasmi;
  S ogno
  I nafferrabile in questo
  O ceano
  N ebuloso di un dolore
  E terno



17:27 Scritto da: ilianetto in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (40) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

17/02/2007

Un viale, una casa...



La donna cammina spedita.



Nel cielo terso il sole riscalda l'aria di quell'inverno mite, e le accarezza il viso che prende un sano colore, ma dentro, il gelo!


Silenzio intorno. Solo, il rumore dei suoi passi le riecheggia nella testa assorta in mille vorticosi pensieri, nel cuore che batte all'impazzata e sente gonfio lì, dentro al petto.


Com'è sempre più lungo quel viale, soleggiato, ancorché alberato! In fondo, la casa, la casa di lui!


Rallenta, come timorosa, ancora, di giungere a destinazione.


Lui l'aspetta?    


E' come immersa in un'atmosfera rarefatta, nessun suono, nessun rumore. Quel   silenzio ha del surreale. Solo, di tanto in tanto, il canto di un uccello che solitario vaga di ramo in ramo, di albero in albero, a giudicare dalle direzioni diverse da cui giunge. Somiglia tanto a un lamento!


Anche lei è una solitaria...ha scelto, come sempre, un orario strategico perché non vuole vedere nessuno, non vuole che nessuno la veda...


E' arrivata. 


"Ciao", solo: è stremata dalla fatica più che fisica, psicologica.


"Sono qui..." sussurra poi, " perdonami...mi è sempre più difficile venire... e penoso... " e, il fiume di parole che ha dentro non riesce a esondare.    


Parole, frasi spezzate!


Lui tace, nemmeno l'ascolta, forse.


Tace anche lei. Eppure vorrebbe dirgli tante cose, raccontare, raccontarsi, chiedergli...


Per questo è tornata, forse...     


Restano muti, l'una di fronte all'altro, in un non luogo senza tempo, dove il tutto è niente, il niente è tutto...Anche il sole, che pure splende, fuori, è spento, dentro. Neppure una lama sottile...   


Lei china il capo, mentre lacrime che non riesce a trattenere le scivolano lungo il viso. Non vuole che la veda piangere, non vuole distruggere l'immagine e l'idea che ha di lei, di una donna forte, energica...


E la maschera le cade, e indossa la sua vera faccia, e un pianto incontenibile rompe gli argini.


Non sa quanto tempo dura quel pianto, non interrotto da alcuna parola di conforto;    non sa quanto tempo ancora rimane lì, di fronte a lui che non la guarda neppure, forse...


Si avvia verso l'uscita, e allunga una mano. Vorrebbe lasciargli una carezza. E questa le rimane sospesa nel vuoto, fredda, come il marmo che le sta di fronte...       


19:11 Scritto da: ilianetto in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (24) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook