17/11/2010

Due universi a confronto

Da qualche giorno, o forse di più, molto di più, mi frullano nella mente due espressioni: “Cane non mangia cane!”che letteralmente significa: fra simili non ci si attacca, e “homo homini lupus” che significa l’esatto contrario. Due universi a confronto, quello animale e quello umano, e da tale confronto il più riprovevole sembra essere il secondo. Sembra???

 Anche tra gli animali, in verità, ci sono quelli che divorano i loro simili, e tuttavia bisogna riconoscere che esercitano questa turpe attività per istinto di sopravvivenza, non avendo altra risorsa alimentare. Certo ci sono i vegetariani!!!!!!!!!!

Negli   umani che si “sbranano” tra loro, metaforicamente parlando, ci sono altri istinti ben peggiori, anche e soprattutto quando quelli che aggrediscono, e non solo metaforicamente,  sono i più forti, i più potenti, o che tali credono di essere. E i più deboli, quale che sia il motivo della loro fragilità, sono destinati a soccombere, a sparire, così come dovrebbero dissolversi nel nulla i cosiddetti diversi, nel nome di una distorta perfezione.

La potenza diventa prepotenza, l’autorevolezza tracima nella protervia, la fierezza sconfina nella sfrontatezza, l’orgoglio smisurato scivola nella superbia, e si potrebbe continuare all’infinito sia nella sfera pubblica che in quella strettamente piccolo- privata.

Indifferenza, insofferenza, egoismo, arroganza, egocentrismo, ipocrisia, falso moralismo, pietismo, e anche qui l’elenco sarebbe troppo lungo, hanno preso il sopravvento sui veri valori che rendono l’uomo degno di essere considerato tale, e, con più o meno credibili simulazioni e dissimulazioni, l’apparire annienta di continuo l’essere. 

E la solidarietà, e l’uguaglianza, e la civiltà, quella vera, e la lealtà, e la comprensione, e la compassione, nell’accezione reale del termine, e il senso di Umanità? Solo parole, vuote,  obsolete…

Questo è l’universo umano?

Voglio credere che ne sia solo una parte, una piccola, piccola parte…  

 

 

 

 

 

 

 

31/10/2010

voltare pagina

Sentire una voce amica, parlare a lungo con lei con la consapevolezza di comprendere e essere compresa; riprovare sensazioni e sentimenti che credevi non avessero più spazio nel tuo cuore, nel tuo essere, ricurva com’eri nella tua nuova realtà di dolore, di solitudine, non solo fisica, ma anche e soprattutto spirituale, di indifferenza, di insofferenza, forse…

E’ stato un raggio di sole dopo una lunghissima giornata di pioggia, uno spiraglio di luce nel tunnel nero e senza uscita nel quale ero precipitata, causa gli accadimenti malefici della vita che a volte sembrano accanirsi sempre e solo contro di te.

Ne parlo solo ora perché mi sono dovuta assentare e non per una piacevole vacanza…E tuttavia ho portato con me quelle parole che nei momenti più difficili mi hanno aiutato a non soccombere sotto il peso di ciò che mi aspettava. Fortunatamente sono tornata e mi sento serena: va tutto bene, ma il percorso di ripresa totale deve ancora continuare, e so che tu mi sosterrai!

In questi tre anni di assenza, anche dal blog, dove avevo trovato degli amici, sia pure virtuali, ho vissuto in una dimensione spazio-temporale altra, da cui nessuno o quasi ha cercato di tirarmi fuori. O ero io che glielo impedivo???   

Ora cambiamo registro e riappropriamoci della nostra vita, mi dico continuamente e mi sento dire. E, nonostante mi manchi il pilastro più importante, cercherò con tutte le forza e tanta volontà, che fino a poco fa erano rivolte in negativo, di non avere più bisogno di quelle che ho sempre definito “stampelle psicologiche”. Voglio riaprirmi al mondo, voglio assaporare il sole, la pioggia, la natura, il cielo, che sia azzurro o  grigio, ogni colore ha un suo fascino, lo ricordo bene, ora,voglio amare e essere amata senza pregiudizi sterili, il che comporta l’impegno non indifferente di lasciarmi scivolare di dosso quegli atteggiamenti e quei modi di dire e di fare che più mi fanno male.

Spero tanto di riuscirci, non foss’altro che per quell’indipendenza, quello spirito di libertà sul cui altare ho sempre sacrificato tanto, quella sensibilità che ho sempre creduto di possedere, a torto, a ragione???   

22/09/2007

Senza titolo

73b9310b1ffb6646b667302bdc8337a7.jpgCi sono dei momenti in cui non si ha voglia di parole, dette, ascoltate…
Sono i momenti del silenzio, frutto non di un ripiegamento sterile, ma della necessità di leggere, dentro, i sentimenti, le sensazioni, i pensieri di fronte agli eventi imprevisti e imponderabili della vita.
E quel silenzio, che fa tacere anche il vento, che ascolta le parole della luna, solo, ci resta…
Poi, un mix di nostalgie, di rimorsi, di rimpianti, di flashback improvvisi e imprevedibili da cui si genera una miscela esplosiva o implosiva, che in entrambi i casi aiuta a vivere, a morire…
E ancora, consapevolezza dell’assurdità del vivere! Estraneità, solitudine di dentro, sconfitta, impotenza…e, dunque, il non senso del vivere!
Che cos’è la vita se non un percorso insicuro, irto di pericoli senza mete né certezze?! Certo, ci sono anche strade larghe, piane, ma così corte, così…inconsistenti!!!
E il rifugio in una solitudine altera e dignitosa, come indipendenza morale di cui nulla e nessuno potrà mai recidere il filo resistente, ancorché sottile e apparentemente fragile!
Quando l’indifferenza diverrà unica norma di vita e il distacco si sarà completato, solo allora si potrà accettare la condizione di dolore inalienabile dell'esistenza.